di Pietro Razzino

Ogni 2 febbraio, la Candelora al santuario di Montevergine, a Mercogliano in provincia di Avellino, si trasforma in un crocevia di identità, devozioni e memorie rituali.
La presenza dei “femminielli”, figure tradizionali della cultura napoletana, rende questo pellegrinaggio un caso antropologico unico: un rito che intreccia sacro e profano, tradizione popolare e identità liminali, religiosità popolare e rivendicazione contemporanea.

Mamma Schiavona: la Madonna che non caccia nessuno
La Madonna di Montevergine, detta Mamma Schiavona, è percepita come una figura materna potente e accogliente. L’epiteto “Schiavona”, legato alla carnagione scura dell’icona, ha alimentato un immaginario popolare che la vuole protettrice degli ultimi.
L’antropologo Ernesto De Martino osservava che i culti popolari del Sud Italia sono spesso “luoghi di riscatto simbolico per chi non trova spazio nelle istituzioni ufficiali” (Sud e magia, 1959). Montevergine incarna perfettamente questa logica: un santuario che accoglie ciò che altrove è respinto.
I “femminielli”: una categoria culturale, non un’etichetta moderna
Il “femminiello” non coincide con categorie contemporanee come “gay” o “trans”: è una figura tradizionale, radicata nei quartieri popolari di Napoli. Come ricorda Mariano Della Corte, i “femminielli” “occupano una posizione liminale, sospesa tra maschile e femminile, che conferisce loro un ruolo rituale specifico” (La tradizione dei femminielli, 1998).

La loro presenza nei riti popolari – dalla tombola vajassa alla figliata – testimonia una lunga storia di integrazione simbolica. La Candelora è il punto più alto di questo rapporto tra “femminielli” e sacro.
La “juta” come rito di passaggio

La salita al santuario – la “juta” – può essere letta attraverso la struttura dei riti di passaggio individuata da Victor Turner:
- separazione: l’abbandono della quotidianità urbana
- margine: il cammino, la musica, la danza, la sospensione delle gerarchie
- riaggregazione: l’arrivo davanti all’icona, dove si riceve un riconoscimento simbolico
Turner definisce la liminalità come uno spazio in cui “le strutture sociali si allentano e gli individui sperimentano una forma di comunione paritaria” (The Ritual Process, 1969). A Montevergine, questa comunione prende la forma di una comunità temporanea e inclusiva.
La “tammurriata”: il corpo come linguaggio rituale
La danza dei “femminielli” davanti alla Madonna diventa così un atto performativo che unisce devozione, identità e resistenza.
Italia e Brasile: risonanze simboliche, non contatti diretti
Non esistono prove documentarie di un legame storico o istituzionale tra la Candelora di Montevergine e il Brasile. Tuttavia, esistono analogie culturali e simboliche reali, che spiegano perché il rito possa risuonare anche nel contesto brasiliano.
Il 2 febbraio: una data rituale condivisa
In Brasile, il 2 febbraio è la festa di Yemanjá, una delle celebrazioni più importanti del Candomblé e dell’Umbanda. È un giorno di:
- offerte,
- danze,
- pellegrinaggi,
- riti di purificazione.
Il parallelismo non implica un contatto diretto, ma una convergenza rituale.

Le Madonne nere e il sincretismo afro-brasiliano
Il Brasile ha una forte tradizione di culto delle Madonne nere, come Nossa Senhora Aparecida. Lo studioso Roger Bastide ha mostrato come queste figure siano spesso percepite come protettrici degli esclusi e dei marginalizzati (Les religions africaines au Brésil, 1960).
La Candelora è accompagnata da tammorre, canti e danze. La “tammurriata” non è semplice folklore: è un linguaggio del corpo che crea uno spazio liminale. Come nota Diego Carpitella, “la musica popolare del Sud è un dispositivo di trance lieve, capace di sospendere l’ordine sociale” (Culture musicali del Sud, 1973).
La Madonna nera di Montevergine, pur non essendo conosciuta in Brasile, appartiene allo stesso universo simbolico.
Identità liminali e spiritualità queer
Le religioni afro-brasiliane riconoscono ruoli rituali a figure non binarie o liminali. Il sociologo Reginaldo Prandi nota che “gli Orixás non impongono un modello unico di genere, ma accolgono la pluralità delle identità” (Mitologia dos Orixás, 2001).
La figura del “femminiello”, con la sua funzione rituale, risuona con questa sensibilità.
Diaspora italiana e circolazione culturale
Il Brasile ospita una delle più grandi comunità italiane al mondo. Molte tradizioni religiose popolari sono state reinterpretate localmente, anche se non esistono attestazioni specifiche sulla Candelora.
Tradizione e contemporaneità: una negoziazione continua
Negli ultimi decenni, la Candelora ha assunto anche una dimensione politica. L’antropologa Mary Douglas ricorda che “le tradizioni non sono mai statiche: sono sistemi simbolici che si rinegoziano continuamente” (Purity and Danger, 1966).
Montevergine ne è un esempio: un rito antico che si rinnova senza perdere la sua forza originaria.
Conclusione: un rito che parla oltre i confini
La “juta” dei femminielli è un laboratorio antropologico vivente. Racconta:
- la forza delle identità liminali,
- la capacità dei riti di accogliere il cambiamento,
- la potenza del sacro come spazio di inclusione.
Le risonanze con il Brasile non derivano da contatti diretti, ma da affinità simboliche: due culture che, in modi diversi, celebrano la luce, la protezione materna e la dignità delle identità marginalizzate.


Bibliografia essenziale
Antropologia dei riti, liminalità e tradizioni popolari
- Turner, Victor. The Ritual Process: Structure and Anti-Structure. Chicago: Aldine, 1969.
- Douglas, Mary. Purity and Danger: An Analysis of Concepts of Pollution and Taboo. London: Routledge, 1966.
- De Martino, Ernesto. Sud e magia. Milano: Feltrinelli, 1959.
- Carpitella, Diego. Culture musicali del Sud. Roma: RAI-ERI, 1973.
Studi sui femminielli e cultura popolare campana
- Della Corte, Mariano. La tradizione dei femminielli. Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 1998.
- De Simone, Roberto. La tradizione della tammurriata. Napoli: Liguori, 1979.
- Pitrè, Giuseppe. Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano. Palermo: Pedone Lauriel, 1889. (Per il quadro mediterraneo delle figure liminali.)
Madonne nere e religiosità popolare
- Belting, Hans. Likeness and Presence: A History of the Image before the Era of Art. Chicago: University of Chicago Press, 1994. (Per la storia delle icone nere.)
- Bacci, Michele. Lo splendore dei santi: Icone, reliquie e oggetti sacri nel Medioevo. Bologna: Il Mulino, 2014.
Religioni afro-brasiliane e sincretismi
- Bastide, Roger. Les religions africaines au Brésil. Paris: PUF, 1960.
- Prandi, Reginaldo. Mitologia dos Orixás. São Paulo: Companhia das Letras, 2001.
- Segato, Rita Laura. Santos e Daimones: O politeísmo afro-brasileiro e a tradição arquetipal. Brasília: Editora UnB, 1995.
Identità di genere, liminalità e spiritualità queer
- Green, James N. Beyond Carnival: Male Homosexuality in Twentieth-Century Brazil. Chicago: University of Chicago Press, 1999.
- Fry, Peter. Para inglês ver: identidade e política na cultura brasileira. Rio de Janeiro: Zahar, 1982.
