Hermeto Pascoal: il genio generoso che ha insegnato al mondo ad ascoltare

Di M°Gabriel Hermes

Il 13 settembre 2025, il Brasile ha perso più di un musicista. Ha perso un modo di vedere il mondo. Hermeto Pascoal, a 89 anni, è morto com’era vivo: immerso nel suono, circondato dalla gente, con la testa piena di idee. Noto come “il Campione”, preferiva definirsi un inventore di suoni. È ciò che ha fatto per tutta la vita, ed è ciò che ha insegnato a generazioni di musicisti e ascoltatori, in oltre settant’anni di ininterrotta attività.

Nato il 22 giugno 1936 a Lagoa da Canoa, nell’entroterra dell’Alagoas, Hermeto è cresciuto in una famiglia povera e senza elettricità. Albino non poteva lavorare nei campi come i suoi fratelli, così si è rifugiato a casa. Lì, lontano dal sole cocente del sertão, ha imparato a suonare la fisarmonica a orecchio, guardando suo padre suonare alle feste. E da quel momento in poi, ha iniziato a sentire il mondo in modo diverso.

Il suono come materia vivente
Fin da piccolo, Hermeto capì che il suono non è solo melodia: è materia, corpo, gesto. Creò strumenti con tutto ciò che riusciva a trovare: lattine, pentole, legno, bottiglie. Questa intuizione divenne la sua firma artistica. Suonava bollitori, bicchieri d’acqua, seghe, radio a batteria e giocattoli. In un’esibizione storica, si immerse in un secchio d’acqua e giocò con il naso, soffiando bolle. Non era una provocazione: era ricerca.

Improvvisazione libera e rigore nella scrittura
Nonostante il suo apparente caos e la sua aura di improvvisazione selvaggia, Hermeto era un compositore meticoloso. Compose centinaia di partiture, molte in notazione classica, altre con simboli inventati. I suoi arrangiamenti potevano coinvolgere più voci, con strutture ritmiche complesse, polifoniche e non convenzionali. Quando suonava, trasmetteva un’energia travolgente, sorprendendo l’ascoltatore e persino i musicisti intorno a lui. Ha sempre portato una nuova dimensione, un nuovo modo di interpretare certe melodie – con sottigliezza, umorismo e inventiva – trasportando tutti in un altro mondo.

Ha sviluppato il concetto di “musica universale”: un approccio che rifiuta etichette e confini. Per lui, non c’erano differenze tra musica classica e popolare, tra jazz e forró, tra Brasile e mondo. Mescolava il jazz modale con il baião, il choro con la musica dodecafonica, l’improvvisazione libera con il contrappunto rinascimentale. Ogni battuta era un laboratorio.

Come strumentista, era affascinante. Al pianoforte, alternava accordi esplosivi a frasi liriche. Al sassofono, esplorava armonici e suoni multipli. Al flauto, impiegava tecniche multifoniche ed estese. E poi c’era la voce: grugniti, fischi, respiro ritmico: tutto diventava una trama sonora. Corpo e strumento erano una cosa sola.

Hermeto e il jazz globale
Hermeto non è stato un’icona solo in Brasile: il suo lavoro ha avuto risonanza in tutto il mondo. Ha collaborato con artisti come Miles Davis, Airto Moreira e Weather Report, guadagnandosi il rispetto delle più grandi capitali del jazz. La sua visione sperimentale ha aperto la strada alla musica brasiliana, che è diventata un punto fermo dell’improvvisazione contemporanea, rivelando al mondo che il linguaggio universale del jazz poteva essere reinventato attraverso l’accento, la sincope e l’inventiva del Brasile.

Gabriel Hermes è un Direttore d’orchestra, compositore e ricercatore musicale. Si dedica alla promozione della musica strumentale brasiliana e al sostegno della formazione di giovani musicisti. Riconosciuto per il suo lavoro alla guida di orchestre sperimentali e progetti di educazione sonora, Hermes scrive anche sulla musica come linguaggio vivo — unendo ascolto, analisi ed emozione. Questo articolo è un omaggio da musicista a musicista: da chi vive la musica nello stesso spirito di Hermeto.
Nella foto sopra, Gabriel Hermes è ritratto accanto a Hermeto Pascoal