Il Convitto Nazionale Agostino Nifo e l’incontro con un giovane maestro brasiliano
Redazione Anitart
Le istituzioni che durano non sono quelle che si chiudono nel proprio passato. Sono quelle che imparano, nel corso del tempo, a riconoscere il futuro quando bussa alla loro porta. Il Convitto Nazionale Agostino Nifo di Sessa Aurunca è una di queste istituzioni. E il 28 aprile 2026, quando il Maestro Gabriel Hermes Bieniek attraverserà il suo cancello per tenere il workshop
Oltre il Gesto: Costruire un’Orchestra, Dirigere e Innovare nel XXI Secolo, questa scuola farà ciò che sa fare meglio: accogliere, ascoltare, e trasformare l’incontro in cultura.
Non è un gesto di cortesia istituzionale. È un atto di visione. Aprire le porte di un liceo storico a un giovane maestro brasiliano — trentenne, fondatore della propria orchestra, compositore di sinfonias che mescolano Bach e ritmi brasileiros — significa affermare qualcosa di preciso: che il nuovo merita spazio, che il talento non ha passaporto, e che la tradizione si rinnova solo quando ha il coraggio di incontrare ciò che non conosce ancora.
Un istituto che porta il nome del Rinascimento
Il Convitto Nazionale Agostino Nifo non è una scuola qualunque. Porta il nome di uno dei filosofi più originali del Rinascimento italiano, nato proprio a Sessa Aurunca alla fine del Quattrocento — uomo che tradusse e commentò Aristotele, che dialogò con i più grandi intelletti del suo tempo, che non ebbe mai paura di mettere in discussione il pensiero consolidato pur onorando profondamente la tradizione che lo aveva formato.

Non è un caso che questa scuola porti quel nome. E non è un caso che il suo dirigente, Giovanni Battista Abbate, abbia fatto dell’apertura al mondo il principio fondante della propria visione educativa. «La scuola deve avere muri di vetro», dice spesso Abbate. «Deve lasciarsi vedere e, allo stesso tempo, guardare fuori.»
È un’eredità che si onora non conservandola sotto teca, ma vivendola. E invitare un giovane maestro brasiliano a condividere con gli studenti e i docenti del Nifo la sua esperienza — come si costruisce un’orchestra dal nulla, come si dirige nel XXI secolo, come si innova senza tradire il rigore — è esattamente questo: onorare Agostino Nifo nel modo in cui lui avrebbe voluto.
Il dirigente che crede nei talenti difficili
Per capire perché questo incontro sia così coerente con l’identità del Convitto Nifo, è necessario conoscere la pedagogia di chi lo guida. Abbate ha una convinzione che sorprende, e che dice molto sulla sua visione dell’educazione: quando gli si chiede quali studenti potranno fare qualcosa di significativo nel mondo dell’arte, non indica i più bravi né i più disciplinati. Parla dei ragazzi più difficili — quelli in fondo alla classe, quelli che reagiscono agli schemi, quelli che vengono definiti problematici.


“Quando riescono a liberarsi dalle etichette imposte dalla famiglia, dalla società o dalla scuola, scoprono di avere dentro un’immensità.”
— Giovanni Battista Abbate
Gabriel Hermes Bieniek non era un ragazzo difficile. Ma era un giovane che ha scelto una strada non scontata: fondare la propria orchestra invece di cercare un posto in una già esistente, comporre musica nuova invece di interpretare solo il repertorio consolidato, costruire uno spazio di opportunità per altri invece di accontentarsi di un successo personale. È il tipo di scelta che una certa pedagogia convenzionale non sempre incoraggia. È esattamente il tipo di scelta che il Convitto Nifo, con la sua storia, ha il dovere di celebrare.
Un giovane maestro che merita questo palco
Gabriel Hermes Bieniek è un musicista brasiliano che, fino al 2025, era l’unico nella sua famiglia ad aver intrapreso un percorso artistico nella musica. Il suo cammino si è costruito in modo autonomo, guidato da una sensibilità personale e da una ricerca profonda che rendono la sua espressione artistica unica.
Da parte paterna, le sue radici affondano in una famiglia di origine tedesca legata alla costruzione di organi in Germania prima della guerra — una tradizione artigianale e sonora rimasta per lungo tempo distante dalla sua formazione, ma che oggi si rivela come una memoria.
Sul versante materno, invece, per anni non sembrava esistere alcun legame con la musica. Fino al 2025, quando, attraverso una ricerca familiare, sua madre intraprende un percorso di scoperta che apre uno scenario inatteso: dapprima emerge il nome di Tadeusz Kantor, figura centrale della cultura polacca, e successivamente quello del grande compositore Krzysztof Penderecki, appartenente alla stessa linea genealogica.
Gabriel Hermes Bieniek possiede un curriculum che molti musicisti di carriera consolidata non possono vantare. Formatosi in Composizione e Direzione d’orchestra presso l’Escola de Música e Belas Artes do Paraná, una delle più prestigiose istituzioni musicali del Brasile, è stato successivamente selezionato per un master al Royal Welsh College of Music and Drama di Cardiff, nel Regno Unito.
Nel suo percorso internazionale, ha collaborato con musicisti di rilievo come Olga Kiun, Martin Lawrence e Joshua Roman.
Eppure, ciò che realmente lo distingue non è il curriculum, ma l’uso che ha scelto di farne.



Nel 2019, in occasione della prima esecuzione della sua Prima Sinfonia, ha fondato a Curitiba l’Orquestra Novva: un ensemble che unisce musicisti amatori e professionisti in un dialogo aperto tra tradizione e contemporaneità. Il repertorio attraversa la musica classica, si espande verso composizioni originali che integrano elementi elettronici e ritmi brasiliani, e si configura come un progetto artistico e pedagogico insieme.
Più che un’orchestra, Novva è uno spazio di formazione, inclusione e trasformazione, pensato per offrire ai giovani musicisti non solo un luogo in cui suonare, ma una comunità in cui crescere.
Non ha aspettato di avere tutto per cominciare. Ha cominciato con ciò che aveva, e ha costruito intorno a quel nucleo una comunità musicale che oggi è un riferimento nel panorama culturale del Paraná.
“La Novva nasce per essere un veicolo della musica brasileira: originale, energetica, innovativa.”
— Gabriel Hermes Bieniek
Questo è il profilo di chi arriverà al Convitto Nifo in aprile. Non una star internazionale che concede una masterclass. Un giovane maestro in ascensione, che porta con sé la concretezza di chi ha già dimostrato sul campo di saper fare ciò che insegna.
La scuola come luogo di riconoscimento
C’è un aspetto della pedagogia di Abbate che assume, in questo contesto, un significato particolare. Nel corso della sua carriera — prima come insegnante negli istituti professionali, poi come dirigente — ha sviluppato una sensibilità precisa per il riconoscimento: la capacità di vedere negli studenti qualcosa che loro stessi non sanno ancora di avere.
Il laboratorio, per Abbate, è il luogo in cui questo accade più facilmente. Non la lezione frontale, ma il fare insieme: un processo condiviso in cui l’errore non è una colpa ma una tappa, in cui la relazione tra docente e studente si trasforma in qualcosa di più simile a una collaborazione. È in questo senso che ha cercato di portare la logica del laboratorio artistico anche nelle discipline più tradizionali del liceo classico e scientifico.
Il workshop di Gabriel Hermes è, nella sua struttura, esattamente questo: un laboratorio. Due giorni di lavoro — 28 e 29 aprile, mattina e pomeriggio — in cui la direzione orchestrale non sarà spiegata ma praticata, discussa, sperimentata. In cui i partecipanti non ascolteranno teoria sulla costruzione di un ensemble, ma si confronteranno con chi lo ha costruito davvero, con le domande che quella costruzione ha generato e le risposte — provvisorie, come tutte le risposte vere — che ha trovato.
Il concerto nel giardino: la tradizione che si rinnova
Il 29 aprile, alle 17:00, il giardino del Convitto Nazionale Agostino Nifo ospiterà un concerto. Sarà un momento di rara densità simbolica. Una scuola che porta il nome di un filosofo del Rinascimento italiano aprirà il proprio spazio più intimo — il giardino, non l’aula, non l’auditorium — alla musica di un giovane maestro brasiliano.

Non è una concessione. È un atto di fiducia. La fiducia che chi ha costruito qualcosa di proprio, partendo da zero, in un altro continente, abbia qualcosa da dire che vale la pena ascoltare sotto il cielo di Sessa Aurunca.
Per ANITART, questo concerto è anche il sigillo visibile di una missione culturale che lavora in profondità: avvicinare il Brasile e l’Italia non attraverso le grandi istituzioni, ma attraverso gli incontri autentici. Quelli in cui due tradizioni si guardano negli occhi, si riconoscono e decidono, insieme, di fare qualcosa di bello.
“La tradizione si arricchisce camminando.”
— Giovanni Battista Abbate
Camminare, per il Convitto Nifo, significa questo: aprire la porta a chi viene da lontano portando qualcosa di genuino. E ricevere, in cambio, la certezza che ciò che si è costruito nei secoli ha ancora molto da dire al mondo contemporaneo — a patto di non smettere di ascoltarlo.
Note biografiche
Giovanni Battista Abbate è dirigente scolastico del Convitto Nazionale Agostino Nifo di Sessa Aurunca, istituto che comprende gli indirizzi classico, scientifico, artistico e musicale. Laureato in Giurisprudenza e Lettere, ha costruito nel corso di oltre trent’anni una visione dell’educazione come comunità culturale aperta al mondo, fondata sul dialogo interdisciplinare e sull’arte come linguaggio trasversale.
Gabriel Hermes Bieniek è compositore e direttore d’orchestra curitibano, fondatore e direttore artistico dell’Orquestra Novva di Curitiba (2019). Formatosi in Composizione e Regência alla Escola de Música e Belas Artes do Paraná, è stato selezionato per il master al Royal Welsh College of Music and Drama di Cardiff. Compositore di due sinfonias, il suo linguaggio fonde tradizione sinfonica europea con elementi elettronici e ritmi della musica brasiliana.

