(Evento culturale realizzato il 24 giugno 2025 a Curitiba, Paraná – Brasile, con la partecipazione di Fausto Fawcett e Ricardo Pozzo. Foto dell’incontro scattata da João Debs.)
Testo di Vilma Bieniek, con la collaborazione di Ricardo Pozzo
L’incontro a Curitiba è stato uno dei tanti che animano il circuito artistico della città — ma quella sera, lo spazio si è trasformato grazie alla presenza magnetica e provocatoria di Fausto Fawcett. Invitato da Ricardo Pozzo, l’artista non si è limitato a dialogare: ha elettrizzato il pubblico con il suo pensiero inquieto e con le sue connessioni feroci tra letteratura, musica, politica, corpo e linguaggio.
Nei primi minuti, Fawcett ha aggiornato il mito del suo personaggio più iconico: Kátia Flávia, la Godiva di Irajá. Secondo lui, Kátia è un archetipo perfettamente compatibile con il presente iperconnesso, ipersessualizzato e ipersorvegliato. Oggi abiterebbe le piattaforme digitali come una sorta di divinità dell’OnlyFans, una biondona hacker, coinvolta in patti, algoritmi e impianti — un corpo modellato dalla tecnologia, attraversato da desiderio, potere e violenza simbolica. Seduttrice, incontrollabile, continua a comandare.
Per Fawcett, Kátia Flávia è ancora viva perché incarna, con brutalità e fascino, le contraddizioni più profonde del Brasile urbano. Il corpo femminile, nel suo racconto, non è solo feticcio, ma anche arma e codice. La marginalità assume valore estetico, e i personaggi che popolano i suoi mondi mescolano erotismo, tragedia e virtualità. Più che un personaggio, Kátia si impone come entità mutante, simbolo di forze sociali sotterranee che continuano a emergere.
La conversazione si è sviluppata come un viaggio labirintico nei vicoli e nei circuiti del pensiero fawcettiano — riferimenti alla sua opera, critiche taglienti a Rio de Janeiro, e una riflessione intensa sul ruolo dello scrittore. Fawcett ha tracciato parallelismi tra la sua letteratura e quella di autori come Dalton Trevisan, Paulo Leminski e Rubem Fonseca, riconoscendo in loro — e in sé stesso — la capacità di cogliere tipi sociali schiacciati dalla quotidianità, segnati da tensioni latenti di violenza, desiderio e frustrazione.
Secondo lui, lo scrittore funziona come un fulmine: attraversa il corpo del mondo e rivela ciò che era nascosto. Osserva medici, poliziotti, prostitute, ingegneri, predicatori di strada — non per riprodurli, ma per esporre ciò che in loro è più segreto e instabile. Lo scrittore, in questo contesto, non cerca redenzione né spiegazioni morali; lavora con l’impulso grezzo, con ciò che precede il gesto — il crimine, il bacio, il grido.
Fawcett ha ricordato, ad esempio, un racconto di Rubem Fonseca in cui un uomo, preso da un’inquietudine inspiegabile, si alza nel cuore della notte, prende l’auto e investe qualcuno. Forse per uccidere. Forse solo per riuscire a dormire. La letteratura, secondo lui, deve toccare proprio questo punto d’ombra, quella zona ambigua in cui i sensi si confondono e pulsa il reale.
Durante l’incontro, l’artista ha parlato anche della riedizione del suo libro Pesadelo Ambicioso (2022), opera in cui continua a esplorare un Brasile collassato tra realtà e fantascienza, funk, media, delirio e rovina poetica. Un libro che potrebbe essere letto come un trattato tropicale di distopia, scandito da percussioni e scosse.
Alla fine, è stato evidente: Fausto Fawcett non è solo un artista poliedrico — è un evento. Un creatore che attraversa epoche, linguaggi e supporti. Dalla radio al libro, dalla strada al palco, dal funk al cyberpunk, la sua opera incarna la potenza di un Brasile forgiato nel rumore, nella contraddizione e in una bellezza pericolosa. Un Paese ancora abitato da innumerevoli Kátia Flávia — reali o immaginarie — che continuano a resistere nelle crepe del presente.

Foto di João Debs
Fausto Fawcett
Fausto Borel Cardoso, più conosciuto come Fausto Fawcett, è nato a Rio de Janeiro il 10 maggio 1957. Artista poliedrico, è cantautore, paroliere, romanziere, autore di racconti, drammaturgo, giornalista, attore e sceneggiatore — una figura unica nel panorama culturale brasiliano. Con la sua estetica ibrida e provocatoria, è diventato uno dei principali esponenti del rap rock e della letteratura cyberpunk nel Paese.
Nel corso degli ultimi decenni, Fawcett ha costruito un universo artistico in cui linguaggio, corpo e città collassano e si trasformano. Insieme al suo partner musicale Laufer, ha creato brani che hanno segnato un’epoca, come:
- “Kátia Flávia, la Godiva di Irajá” (1987) — una biondona Belzebù, simbolo marginale e pop.
- “Rio 40 Graus” — resa celebre da Fernanda Abreu nel 1992, inno del caos urbano tropicale.
- “Balada do Amor Inabalável” — un’ode all’ossessione, al desiderio e al fallimento affettivo postmoderno.
Oltre alla musica, Fawcett ha una produzione letteraria vigorosa, in cui il delirio narrativo si intreccia con la critica sociale, l’umorismo tagliente e un’immaginazione visionaria. Tra i suoi libri pubblicati:
- Santa Clara Poltergeist (1990, riedito nel 2014 da Editora Encrenca)
- Básico Instinto (1992, riedito nel 2014 da Editora Encrenca)
- Copacabana Lua Cheia (2000, Dantes)
- Favelost (2012, Martins Fontes)
- Pororoca Rave (2015, Tinta Negra)
- Pesadelo Ambicioso (2022, Numa Editora)
- Cachorrada Doentia
- Loirinha Levada
Nel 2025, Fausto Fawcett rilancia “Pesadelo Ambicioso”, opera che condensa la sua visione critica, distopica e poetica del Brasile contemporaneo. Il libro è un viaggio linguistico attraverso un Paese intossicato da immagini, segni, panico e simulacri.
Il suo linguaggio continua a essere un fulmine: incendia il grottesco, illumina l’abisso e trasforma la rovina in estetica. Fawcett è, come ha più volte suggerito lui stesso, il cronista dello stupore — uno scrittore-vampiro che si nutre delle crepe tra desiderio, media e violenza.

