Di Vilma Bieniek
Per Sarjeta Literária, di Berlioz Sales Cavalcanti, la traduzione non comincia soltanto dal significato. Comincia dall’ascolto.
La poesia avanza per ripetizioni, accumuli, inciampi e vertigini: poesie dentro altre poesie, lettere che avvolgono, soffocano, seducono. La letteratura non appare come un luogo ordinato o silenzioso, ma come una sarjeta: un margine basso della città, dove l’acqua ristagna, la polvere si mescola ai libri e le parole continuano a vivere anche nella caduta.
Questa forza nasce anche dalla lingua. Il portoghese di Berlioz Sales non è semplicemente un portoghese antico ricostruito secondo regole filologiche. È una lingua arcaizzante, attraversata dalla memoria delle letture, dalla ricerca delle parole e dalla libertà poetica.
L’autore, poeta autodidatta e lettore vorace di libri antichi e rari, racconta di aver raccolto per anni parole, grafie e forme nelle sue letture: un messale in latino, due edizioni de Os Lusíadas, un dizionario latino-lusitano e altri libri antichi. Da questa ricerca è nato anche un piccolo lessico di portoghese arcaico, creato per orientarsi nella propria scrittura e avvicinarsi alla lingua che desidera evocare.
Per questo le forme presenti nel poema non devono essere considerate soltanto come anomalie. Grafie quali essentias, prophano, anarchya, psykê e Jvnivs portano con sé una memoria latina, greca, liturgica e tipografica. Il poeta riconosce anche alcune corruptelas: deviazioni consapevoli, accettate in nome dell’arte poetica, senza allontanarsi — o quasi — dall’essenza della lingua.
La sonorità del testo nasce proprio da questa tensione. Le parole sembrano voler conservare un’eco remota, ma allo stesso tempo si deformano, si mescolano e si aprono a nuove possibilità. Poeasias e letrararias, per esempio, non sono parole ferme: sembrano inciampare in se stesse, come se la poesia fosse tanto ubriaca di poesia da non riuscire più a dire il proprio nome senza trasformarlo.
Anche la forma con cui Berlioz Sales firma e data i componimenti fa parte di questa ricerca. Ispirandosi alle date presenti nei messali latini, il poeta adotta una struttura come I/Jvlivs/MMXXVI — Diecula feria IV, inserendo il proprio pseudonimo, il mese, l’anno, il giorno e l’ora. La firma non è dunque un semplice ornamento: è parte della poesia, una traccia del suo rapporto con le fonti antiche e con la materialità della scrittura.
I suoi libri raccolgono abitualmente 222 poesie e i testi terminano con puntini di sospensione. Anche questo gesto lascia la parola sospesa, come se il verso non dovesse mai chiudersi del tutto.
La traduzione italiana qui proposta sceglie un italiano contemporaneo. Non tenta di imitare artificialmente l’italiano medievale, né di normalizzare il testo. Cerca invece di conservare la sua febbre sonora, le sue fratture, la presenza brasiliana della cachaça, il segno “&” e alcune invenzioni lessicali indispensabili, come poeasie e letteribrerie.
Tradurre Berlioz Sales Cavalcanti non significa togliere la poesia dalla sua cunetta. Significa permettere all’italiano di avvicinarsi a quel margine e di ascoltare la musica delle parole mentre cadono, si mescolano e ritornano vive.
Testo originale in portoghese / Sarjeta Literária — Berlioz Sales Cavalcanti e traduzione in italiano contemporaneo / La Cunetta Letteraria — Berlioz Sales Cavalcanti


Glossario delle forme marcate
Sarjeta. Canaletto ai margini della strada, destinato allo scolo dell’acqua. In senso figurato richiama degrado, marginalità e abbandono. In italiano: cunetta.
Poeasias. Forma alterata di poesias. Nel poema è una corruptela poetica: la parola sembra moltiplicarsi e inciampare nel proprio suono. In italiano: poeasie.
Noutras. Contrazione di em outras, cioè “in altre”. Produce maggiore compattezza ritmica.
Redivivas. Ciò che torna alla vita, risorge o riappare. In italiano: “tornate vive” o “redivive”.
Emaranhamento. Groviglio, intreccio, aggrovigliamento. Le lettere diventano materia labirintica.
Sumos. Succhi, estratti, sostanze concentrate. Nel verso, le anime sembrano quasi spremute o distillate.
Essentias. Forma dal forte sapore latino e arcaizzante. Mette in tensione il portoghese contemporaneo e la memoria della parola latina essentia.
Prophano. Grafia latineggiante collegata a profano. Contribuisce alla memoria antica e tipografica della lingua.
Porre. Termine colloquiale brasiliano che indica una forte ubriachezza. In italiano: “sbronza”.
Cachaças literárias. La cachaça è una bevanda brasiliana di canna da zucchero. Nel poema diventa metafora della lettura e della scrittura come dipendenza, bruciore, euforia e rovina.
Bêudo. Forma scelta dall’autore all’interno della sua ricerca lessicale. Produce uno scarto rispetto alle forme più comuni e rafforza il tono boemo e febbrile del poema.
Bohemia. Grafia arcaizzante legata alla boemia: vita artistica, notturna, libera e marginale. In italiano: bohème.
Anarchya. Grafia dal sapore greco-latino e arcaizzante. Nel poema entra in una lingua che trasforma il proprio archivio lessicale in vertigine.
Silhouéticas. Forma poetica in cui si incontrano silhueta, silhouette e una torsione sonora personale. Le scale diventano figure mobili, corporee e sensuali.
Canalhices / canalha. Canalhice indica un’azione vile o spregevole; canalha una persona moralmente bassa, una canaglia. Nel poema è anche una forma di autoironia.
Costumes lassos. Espressione che suggerisce comportamenti sciolti, licenziosi o privi di rigore morale.
Psykê. Traslitterazione erudita del greco ψυχή: anima, mente, soffio vitale. La parola conserva una presenza straniera e filosofica dentro il portoghese.
Letrararias. Parola alterata che avvicina lettere, letteratura e librerie. In italiano: letteribrerie, risposta creativa più che traduzione letterale.
&. Non sostituisce soltanto la congiunzione “e”: diventa materia tipografica, memoria di manoscritti, insegne e stampe antiche.
Jvnivs. Forma usata dall’autore nella sua datazione poetica, ispirata alla disposizione delle date nei messali latini consultati durante le sue ricerche.
Diecula feria ij. Formula di datazione adottata dall’autore a partire dalla grafia dei messali latini. Fa parte della firma poetica insieme al pseudonimo, al mese, all’anno e all’ora.
Berlioz Sales Cavalcanti è un poeta dilettante e autodidatta, dedito alla ricerca di parole arcaiche e antiche nei libri rari e nelle letture di altri tempi. Scrive da sempre, come conseguenza naturale di un rapporto vorace con la letteratura.
Nella sua poesia coltiva la densità, il peso e la varietà delle parole, avvicinando la scrittura contemporanea a grafie, sonorità e forme dimenticate. I suoi libri raccolgono abitualmente 222 poesie e si concludono con dei puntini di sospensione — un gesto che lascia i versi sospesi, come se la poesia non potesse mai trovare una fine definitiva…

