Il cinema artigianale di Maurício Ramos Marques
di Erik Bieniek

In un mondo sempre più digitale, dipendente dall’intelligenza artificiale e dagli effetti speciali, l’artista Maurício Ramos Marques, lotta per mantenere l’arte più umana e meno artificiale. Fin da piccolo amava disegnare. “Ai tempi della scuola, ricordo i compagni di classe che si radunavano intorno al mio banco per guardare i miei disegni, spesso macabri, con immagini di scheletri, mostri, cimiteri, cadaveri… Credo che questa morbidezza sia ancora oggi molto presente nella mia arte”. Fu anche durante la giovinezza che scoprì la sua passione, per la musica e la scrittura. Tuttavia, fu a 25 anni, in seguito a una crisi esistenziale, che trovò nel corso di cinema il modo di riunire tutti i suoi linguaggi espressivi.




Per lui, musica e cinema sono interconnessi: “Osservo che, anche quando un film non ha una colonna sonora, presenta comunque elementi di una struttura musicale: idee di ritmo, silenzi, curve drammatiche, costruzione di una logica”. La sua passione per l’arte si riflette nelle colonne sonore che compone; un lavoro organico, basato sul dialogo e sulla collaborazione.
Nelle sue animazioni, Maurício rifiuta le tecniche artificiali del 3D e si concentra sull’umanizzazione dell’arte, realizzandola in modo artigianale. Ogni progetto crea il proprio metodo, e questa metodologia sperimentale è ciò che lo stimola. Le sue opere sono realizzate con passione in ogni fase del processo creativo, dalla pre-produzione alla finalizzazione. In quanto artista versatile, non si limita a un singolo aspetto dei suoi film, ma assume diversi ruoli, rivelando una notevole molteplicità di talenti. Questo impegno si riflette anche nei budget modesti delle sue produzioni.


I suoi progetti più recenti sono i cortometraggi Exumação da Arte e Ecos.
In Exumação da Arte, il protagonista reale è l’artista plastico Cláudio Kambé, figura anarchica ed eccentrica, la cui traiettoria è stata immortalata da Maurício in un film in Super-8. “Il film cerca di entrare in quell’universo grottesco e macabro dell’artista”, racconta. La pellicola, montata dallo stesso autore, è composta da collage, suoni distorti e performance viscerali, tra cui una scena simbolica in cui vengono estratte viscere da un sacco sepolto: una “esumazione” letterale dell’arte in tempi di indifferenza culturale.






Ecos, invece, creato in isolamento durante la pandemia, è un grido audiovisivo di lutto e denuncia. Ispirato a La Peste di Camus ed al murale Il Giudizio Universale di Michelangelo, il film intreccia narrazioni poetiche in diverse lingue, immagini della propria casa e frammenti di opere classiche. “Era necessario esprimere un malessere, un disincanto assoluto. Il film è stato il mio tuffo nell’abisso”, afferma.
Parlando del panorama culturale del cinema brasiliano, Maurício si è detto entusiasta per i recenti successi, come i premi ricevuti agli Oscar e a Cannes. Questi eventi contribuiscono a dare visibilità internazionale al cinema brasiliano. Tuttavia, sottolinea la persistente mancanza di investimenti pubblici nel settore. Per l’artista, fare arte, indipendentemente dal Governo, è un atto di resistenza. E, nonostante i progressi, è ancora necessario lottare, per una maggiore visibilità dei film nazionali:
“Il Brasile manca ancora, però, di una cultura cinematografica più solida, con strumenti ancora più efficaci non solo, per rendere possibili più produzioni e distribuzioni di film, dei generi più diversi, attraverso politiche pubbliche, ma anche per portare gli spettatori al cinema a vedere film brasiliani. E abbiamo qualità tecnica e artistica per farlo. Abbiamo già fatto buoni passi, ma c’è ancora molta strada da percorrere”.

Oggi, tra i progetti in fase di pre-produzione- come la colonna sonora del corto Cia Dança Masculina, l’animazione Sem Luz, realizzata con i pastelli a cera e ispirata a Kafka, e la sceneggiatura del suo primo lungometraggio, Idílio, ambientato a Paranaguá-, Maurício prosegue il suo percorso autoriale con coerenza e coraggio.
Ai giovani artisti lascia un consiglio che suona come un’epigrafe della sua stessa vita:
“Sii sincero con te stesso, abbi coraggio e non scoraggiarti, anche davanti ai mari in tempesta”.
(foto di repertorio dell’artista)

