Pablina Mamani

L’arte come rifugio nell’universo di Pablina Mamani

Di Rosane Pertile

Nata il 19 settembre 2000 a Joinville, nello stato di Santa Catarina, in Brasile, Pablina dos Santos Mamani è cresciuta circondata da stimoli creativi che, fin dall’infanzia, hanno iniziato a modellare silenziosamente il suo rapporto con l’arte. Oggi laureata in Architettura e Urbanistica presso l’Unisociesc e specializzata in Gestione di Studi di Architettura e Design, lavora professionalmente nel settore dell’Architettura d’Interni. Parallelamente alla precisione tecnica della professione, mantiene viva una relazione profondamente affettiva con il disegno e la pittura.

Il suo primo contatto con l’universo artistico è avvenuto in casa, grazie alla madre, che incoraggiava le figlie a sperimentare tecniche astratte utilizzando colle colorate, colori acrilici e grandi pennelli. Fin da piccola, Pablina mostrava anche interesse per i disegni di abiti, influenzata direttamente dal lavoro della madre sarta. L’arte nasceva così in modo spontaneo: come gioco, scoperta e libertà.

Nel 2011, dopo essersi trasferita in una piccola città situata in una zona rurale, Pablina iniziò a frequentare le lezioni della professoressa e artista Rosane Pertile. Fu in quel periodo che il disegno smise di essere soltanto un interesse infantile per trasformarsi in linguaggio artistico e spazio di appartenenza.

Le lezioni offerte da Rosane in una scuola pubblica hanno segnato profondamente la memoria dell’allora studentessa. Molto oltre la teoria tradizionale, le attività mettevano gli alunni in contatto diretto con la pratica artistica: prospettiva con punto di fuga, pittura acrilica, proporzione corporea, esercizi di luce e ombra e attività all’aperto facevano parte della quotidianità scolastica.

Tra le esperienze più ricordate vi sono le pitture su carta kraft a grandezza naturale, nelle quali gli studenti potevano disegnare i giocatori convocati per i Mondiali del 2014, oltre alle lezioni di guazzo realizzate fuori dall’aula. In classi composte da circa 20 o 30 alunni, lavorando in coppia e con appena 45 minuti di lezione, Rosane riusciva a trasformare lo spazio scolastico in un ambiente di sperimentazione e scoperta creativa.

Le lezioni preferite di Pablina erano quelle dedicate alla proporzione corporea e al disegno dei volti umani. Su fogli A4, utilizzando matite comuni o 6B, imparava tecniche di luce, ombra e composizione. Più che insegnare la tecnica, Rosane incoraggiava gli studenti a organizzare i propri disegni in cartelle, permettendo di accompagnare la propria evoluzione artistica nel tempo — un gesto semplice, ma fondamentale per rafforzare la percezione della crescita individuale.

Anche la libertà creativa offerta dall’insegnante ha lasciato segni profondi. Pablina ricorda che utilizzava il trucco al posto della pittura o delle matite in alcuni lavori, e che questo non veniva mai considerato un errore. Al contrario: la sperimentazione era incoraggiata come parte essenziale del processo artistico. Con il passare degli anni, questa tecnica è diventata una caratteristica personale della sua produzione.

L’ammirazione per Rosane era così grande che, durante un’attività dedicata alla Festa degli Insegnanti, Pablina arrivò persino a interpretarla, vestendosi come la professoressa in omaggio all’influenza che aveva avuto nel suo percorso artistico.

Nel corso della vita, l’arte è diventata molto più di una pratica estetica: è diventata rifugio. Attualmente Pablina realizza ritratti femminili utilizzando tecniche digitali e manuali, esplorando frequentemente diverse etnie ed emozioni. Le sue opere combinano matite colorate, pennarelli, trucco, penne luminose, collage e applicazioni di perle, creando immagini delicate e intense allo stesso tempo.

Esiste inoltre un contrasto simbolico tra la sua produzione artistica e il suo lavoro nell’architettura. Mentre i progetti architettonici richiedono precisione metrica, razionalità e calcolo, il disegno rappresenta uno spazio di libertà, pausa ed espressione emotiva.

Nel percorso di Pablina dos Santos Mamani, l’influenza di Rosane Pertile supera l’apprendimento tecnico. Appare come una presenza capace di formare sensibilità, creatività e coraggio artistico. In tempi segnati dalla velocità e dalla standardizzazione, storie come questa rivelano come certi insegnanti rimangano vivi non solo nella memoria degli studenti, ma anche nel modo in cui imparano a creare e a guardare il mondo.

Rosane Pertile — mini biografia

Rosane Pertile è nata a Tapera, nel Rio Grande do Sul, nel 1961. È insegnante d’arte e acquerellista, laureata in Disegno e Arti Plastiche presso l’Universidade de Passo Fundo (1984), con specializzazione in Storia dell’Arte Brasiliana presso la FAP/PR (2009). Nel corso della sua carriera ha sviluppato ricerche legate alla pittura, ai materiali espressivi e ai processi intuitivi di creazione. Dal 2022 si dedica integralmente alla produzione artistica personale, esplorando trasparenza, fluidità e leggerezza nei suoi acquerelli. Ha partecipato a esposizioni collettive in Brasile, Italia e Stati Uniti. La sua opera propone riflessioni sulla sensibilità, sull’equilibrio e sulla ricerca della bellezza all’interno dell’imprevedibilità della vita contemporanea.