Rosane Pertile Schreiner

Nella leggerezza delle acque colorate dell’acquerello

Di Vilma Bieniek

Rosane Pertile Schreiner traccia il suo percorso artistico come chi percorre una mappa intima, disegnata con gesti d’infanzia, tinte di memoria e pennellate di perseveranza. Originaria di Tapera (RS), cresciuta nell’entroterra di Victor Graeff e attualmente residente a Joinville (SC), Rosane porta nella sua opera la poetica della trasparenza, del gesto e del silenzio in mezzo al frastuono di un mondo accelerato.

La sua storia con l’arte comincia presto — tra libri illustrati e paesaggi del Rio Grande do Sul, dove già disegnava all’età di tre o quattro anni. “Ho sempre voluto fare la disegnatrice”, ricorda. Da adolescente dipingeva a olio, realizzava murales, disegnava per i compagni e, più tardi, ha intrapreso gli studi all’Università di Passo Fundo (UPF), dove si è laureata in Disegno e Arti Plastiche, sia nel corso di laurea che in quello per l’insegnamento. È lì che, per la prima volta, le fu detto che possedeva una poetica definita — anche se all’epoca non sapeva esattamente cosa significasse.

L’acquerello è entrato nella sua vita solo nel 2022, dopo una pausa forzata per motivi di salute. Una diretta della professoressa Patrícia Vargas fu il punto di svolta. Il gesto leggero, la fluidità e la tecnica dell’“alla prima” l’hanno riconnessa al sogno d’infanzia sopito: dipingere in armonia con la natura. Da allora studia con Silvana Pohl, punto di riferimento nel settore, ed è entrata a far parte di collettivi come l’AAPLAJ (Associazione degli Artisti Plastici di Joinville) e l’ABA (Associazione Brasiliana dell’Acquerello).

Il suo processo creativo è meticoloso e organico. Utilizza diari visivi, fotografia d’autore, studi di luce, ombra e composizione, palette cromatiche ridotte e una serie di schizzi fino all’opera finale. “La creazione è lenta perché ci sono molti elementi da considerare affinché un acquerello possieda tutte le sue caratteristiche”, spiega.

Influenzata da maestri come Monet, Van Gogh, Caravaggio, Beatriz Milhazes, Cézanne, Gonzalo Cid, Nicolas Lopez e tanti altri, Rosane fa dell’acquerello più che una tecnica: uno stile di vita. La sua produzione attraversa temi sociali ed emotivi, come nella serie Os Retirantes e Alienação, realizzate negli anni ’80, in cui il gesto e il movimento già rivelavano la sua inquietudine davanti al mondo.

Come insegnante, Rosane crede nel potere trasformativo della didattica. “Quando insegniamo, impariamo. C’è uno scambio prezioso tra allievo e maestro”, afferma. Per lei, oltre alla tecnica, l’artista deve avere disciplina, capacità di ricerca, consapevolezza del mercato e, soprattutto, trovare la propria voce poetica.

Nonostante le difficoltà di inserimento nel mercato locale, tra scarsità di bandi pubblici e sostegno istituzionale, Rosane continua a lavorare intensamente. Ha partecipato per due anni consecutivi alla mostra internazionale FabrianoInAcquarello, con opere come Rolo e Serra de Dona Francisca.

Per il futuro, Rosane sogna strutture più solide per l’arte nella sua città. “Sarebbe semplice: spazi pubblici gestiti da artisti, aperti a mostre, fiere e alla circolazione dei linguaggi artistici.” La sua esperienza nei collettivi come l’AAPLAJ e l’ABA rafforza questo desiderio: “Come collettivo, l’artista è più espressivo, ha più forza e visibilità.”

Nell’acquerello, ha trovato più di una tecnica — ha trovato cura, presenza, ascolto e resistenza. “L’acquerello ci trasforma, ci guarisce dai mali dei tempi accelerati. Ci riconnette alla natura, permettendoci di respirare, fluire e raggiungere quella leggerezza e quell’equilibrio che cerchiamo così tanto.” La sua arte, silenziosa e potente, è un richiamo all’essenziale — alla bellezza che sfugge alla fretta, ma mai alla sensibilità.


Rosane Pertile Schreiner
Insegnante d’arte e acquerellista
E-mail: rosanepertile@gmail.com
Instagram: @rosane.pertile.1
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Sito web: www.mundoaquarela.com