Un progetto che nasce per unire Italia e Brasile attraverso l’arte e che promette di crescere ed evolversi ogni anno
Della Redazione
La prima fase del Festival Internazionale Anitart 2025 – Italia si è conclusa il 2 novembre con la chiusura del Laboratorio di Arte Contemporanea tenutosi presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca (CE). Questa tappa ha segnato l’apertura ufficiale della prima edizione del festival, un progetto nato per costruire un ponte culturale solido e attivo tra Italia e Brasile, mettendo al centro la sperimentazione artistica, lo scambio umano e la valorizzazione del patrimonio.


Dal 29 ottobre al 2 novembre, il castello si è trasformato in un laboratorio creativo aperto al pubblico, accogliendo gli artisti Raf Croce e Gabriella Fabozzi (Italia) e João Carlos Bieniek (Brasile). Durante cinque giorni intensi, il pubblico ha potuto osservare il processo di creazione di opere site-specific in tempo reale, interagendo con gli artisti in un contesto stimolante e accessibile. Il laboratorio ha unito la memoria storica del luogo con i linguaggi dell’arte contemporanea, in un dialogo autentico tra passato e presente.
Questa prima fase è solo l’inizio. Il Festival Anitart è un progetto indipendente e internazionale che nasce con la visione di crescere ogni anno, coinvolgendo nuovi artisti, territori e comunità. La volontà è chiara: promuovere un’arte che supera i confini geografici, linguistici e istituzionali, creando uno spazio condiviso di creazione e riflessione tra due culture profondamente legate.



Il lancio ufficiale della piattaforma e della rivista Anitart, in programma presso l’auditorium dell’Istituto Guimarães Rosa, all’interno dell’Ambasciata del Brasile a Roma, sarà condotto dal giornalista Gino Aveta. L’evento celebra il percorso di un progetto che ha avuto il suo pre-lancio il 25 gennaio 2025 al Bar Wonka di Curitiba, in Brasile, e il lancio ufficiale della prima edizione il 25 maggio, durante il Festival Irpinia Poetica ad Avellino, in Italia. Da allora, nel corso del 2025, sono state pubblicate quattro edizioni della rivista, coinvolgendo numerosi artisti, scrittori e musicisti italiani e brasiliani. Tutti i partecipanti e collaboratori di queste prime edizioni sono invitati speciali alla presentazione del progetto, in un momento di condivisione e riflessione sul cammino già compiuto e sulle prospettive future. Saranno presenti anche il Sindaco di Sessa Aurunca, Lorenzo Di Iorio, e Vilma Bieniek, autrice del libro Marea (Il libro di Ana), che verrà presentato come parte del dialogo culturale e letterario promosso dal festival.
In parallelo, Roma accoglie due mostre personali legate al laboratorio: dal 3 al 16 novembre, João Carlos Bieniek espone presso il ristorante L’Arcangelo (Via Gioacchino Belli, 59), mentre Gabriella Fabozzi presenta i suoi lavori alla friggitoria gourmet Supplizio (Via dei Banchi Vecchi). Con queste iniziative, l’arte contemporanea entra nei luoghi della vita quotidiana, confermando lo spirito accessibile e urbano del festival.



Il programma prosegue anche a Sessa Aurunca: l’8 novembre, alle ore 19:00, il Torrione del Castello Ducale ospita la performance “Miti d’Origine” dell’artista brasiliano Ivan Soares. L’8 e 9 novembre, dalle ore 20:00 alle 21:30, lo stesso spazio accoglie due installazioni immersive: “L’Incontro”, basata su materiali video inediti del cortometraggio omonimo di Vilma Bieniek, con musica e montaggio di Mauricio Marques (Brasile), e “Irrealismi”, del collettivo Next&Wide, un video esperimento in pentafonia con immagini di Gianni Cianci musica e paesaggio sonoro di Pietro Razzino (Italia).



La prima edizione del Festival Anitart inizia con una forte dichiarazione d’intenti: creare uno spazio artistico condiviso tra Italia e Brasile, capace di evolversi, includere e trasformare. Questo primo capitolo ha dimostrato che la collaborazione internazionale, la sperimentazione e il contatto diretto con i luoghi e le persone sono la vera essenza del progetto. L’arte, come linguaggio comune, è il punto di partenza per un dialogo culturale destinato a durare.


