
di Xavier Mistral
L’Ahirang Percussion Ensemble rappresenta una delle realtà percussive più stabili del territorio campano e nazionale. Nata come formazione della classe di strumenti a percussione guidata dal Maestro Gennaro Damiano presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento nel 2002 e sviluppatasi successivamente con il suo passaggio al Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, la compagine ha tenuto in questi anni circa 200 concerti. Il gruppo opera, inoltre, come formazione di riferimento dell’Orchestra da Camera di Caserta, Orchestra Filarmonica di Benevento, Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli con le quali i suoi componenti collaborano stabilmente in qualità di timpanisti e percussionisti.

La direzione artistica di Gennaro Damiano porta nell’ensemble l’esperienza di una carriera divisa tra l’attività orchestrale (Teatro San Carlo di Napoli, Opera di Roma, Orchestra Scarlatti Rai e Nuova Orchestra Scarlatti), la collaborazione con la rivista Percussioni, la direzione della Scuola Italiana di Strumenti a Percussione e l’attività solistica con l’ensemble Gamelan. Il suo percorso sul fronte discografico comprende registrazioni per l’etichetta Edipan ed esecuzioni per programmi radiofonici RAI come Nuova Musica Italiana su Rai Radio 1.
La ricerca sul repertorio: tra rilettura e musica d’oggi
L’attività del gruppo si articola attorno a due principali linee programmatiche:

- La rilettura del repertorio classico: L’ensemble esplora le possibilità timbriche degli strumenti a percussione adattando grandi pagine della storia della musica. Un esempio centrale di questo lavoro è la versione della Toccata e Fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach, appositamente realizzata “a più mani” dai componenti dell’ensemble per distribuire la struttura polifonica sulle diverse sfumature cromatiche dei legni e dei metalli. Nel medesimo solco si inseriscono gli arrangiamenti da pagine orchestrali del Novecento e del tardo Ottocento, come la Sheherazade di Nikolaj Rimskij-Korsakov, Sevilla di Isaac Albeniz e Invito alla danza di Carl Maria von Weber ecc…
- La musica contemporanea e i brani dedicati: L’Ahirang è stato destinatario di prime esecuzioni assolute e brani dedicati da diversi compositori della scena contemporanea. Tra questi figurano le opere di Gaetano Panariello – che ha dedicato al gruppo lo Stabat Mater per soli strumenti a percussione – oltre a composizioni di Walter Baccile, Enrico Cocco, Livio De Luca, Claudio Gabriele, Alessandra Bellino, Patrizio Marrone e Giacomo Vitale. A queste si affiancano brani del repertorio contemporaneo internazionale firmati da Emmanuel Séjourné (Attraction versione per ensemble di percussioni), Eckhard Kopetzki (Chant du serpent), Ivan Trevino (Catching Shadows versione per sestetto di percussione), John Cage, Giacinto Scelsi e Lidia De Migno (Pulse per quintetto di percussione) ecc…

La dimensione concertistica
L’organico dell’ensemble – guidato da Gennaro Damiano e formato da esecutori come Massimo Simeone, Vitaliano Lomolino, Michele Gambardella, Martina D’ Onofrio, Francesco Romano e i componenti del passato come Giuseppe Lettiero, Domenico Monda, Dino Zanni, Giancarlo Sabbatini, Christian di Meola, Sandro Verlingieri ed altri – si esibisce regolarmente in rassegne e festival del territorio regionale e nazionale. Tra i contesti che hanno ospitato il gruppo figurano il Ravello Festival, Benevento Città Spettacolo, l’Autunno Musicale, gli Itinerari Barocchi di Caserta, Fondazione Napolitano, Festival Internazionale di Tagliacozzo oltre a rassegne come Musica Experimento a Roma, Musica Sacra a Bari e la rassegna Summer Concert – Suoni & Luoghi d’Arte a Carinola.
L’esperienza dell’Ahirang Percussion Ensemble si conferma così un punto di incontro concreto tra l’attività didattica d’alta formazione dei conservatori campani e la promozione del repertorio contemporaneo per strumenti a percussione.

Nota: Tutte le immagini presenti in questo articolo sono di proprietà dei rispettivi artisti e sono state gentilmente concesse dagli stessi per la pubblicazione e la divulgazione culturale sulla rivista ANITART. Tutti i diritti d’autore restano riservati ai rispettivi titolari.

