Le radici indigene, africane ed europee del nostro immaginario e l’importanza di preservare la memoria culturale brasiliana.
Di Vilma Bieniek
Ogni anno, alla fine di ottobre, Halloween riempie le città di streghe, fantasmi e zucche illuminate. Questa festa, che affonda parte delle sue radici nelle antiche tradizioni celtiche, si è diffusa in tutto il mondo attraverso la cultura nordamericana. Ma in Brasile, il 31 ottobre, si celebra anche il Dia do Saci, dedicato a uno dei personaggi più rappresentativi del nostro folclore. Non si tratta di contrapporre una cultura all’altra, ma di cogliere un’occasione per conoscere meglio le nostre tradizioni. Perché il Brasile possiede un universo straordinario di leggende che raccontano molto più di semplici storie fantastiche.

Prima del Brasile esistevano già gli spiriti della foresta
Molto prima dell’arrivo dei portoghesi, i popoli indigeni possedevano narrazioni legate alla natura e al mondo spirituale. Il Curupira, con i piedi rivolti all’indietro, e la Caipora, protettrice degli animali, rappresentano il rispetto per la foresta e i suoi abitanti. Il Boitatá, serpente di fuoco, appartiene a questo antico universo di esseri soprannaturali. Già nel 1560, il missionario José de Anchieta registrava racconti indigeni sul Curupira, dimostrando quanto siano antiche alcune di queste tradizioni. Uno studio pubblicato nel 2023 sul Boletim do Museu Paraense Emílio Goeldi approfondisce il ruolo del Curupira e della Caipora come figure legate alla protezione della natura.

Il Saci: una figura nata dall’incontro di culture
Il Saci-Pererê, il ragazzino nero con una sola gamba, un berretto rosso e una pipa, rappresenta la complessità della formazione brasiliana.La sua figura riunisce elementi delle tradizioni indigene, africane ed europee. È dispettoso, intelligente, libero e impossibile da controllare. Ma il Saci porta anche le tracce di una società segnata dalla schiavitù e dai pregiudizi razziali. Il ricercatore Andriolli Costa, nello studio O Saci centenário (2021), analizza proprio le differenti rappresentazioni di questo personaggio, che può apparire come trasgressore, demone o eroe.
Le leggende raccontano anche le ingiustizie
Non tutte le nostre storie parlano di creature delle foreste. Il Negrinho do Pastoreio, diffuso soprattutto nel Sud del Brasile, conserva nella memoria popolare la violenza della schiavitù attraverso la storia di un bambino nero sottoposto a crudeli punizioni. La Mula sem Cabeça, invece, racconta di una donna condannata a trasformarsi in un animale mostruoso per aver avuto una relazione con un sacerdote. Dietro questa leggenda si possono riconoscere antiche forme di controllo religioso e morale sulla sessualità femminile. La Cuca, erede di figure spaventose della tradizione iberica, mostra come la paura sia stata utilizzata anche per disciplinare i bambini. E nell’Amazzonia, la Iara, il Boto e la Matinta Pereira conservano elementi delle tradizioni locali, trasformati nel corso dei secoli. Queste narrazioni rivelano come il folclore sia nato da incontri culturali, ma anche da conflitti, imposizioni e resistenze.


Conoscere le nostre leggende significa conoscere la nostra storia
Le leggende brasiliane sono state tramandate soprattutto attraverso la parola: nelle famiglie, nelle comunità indigene, tra le popolazioni afro-brasiliane e nelle campagne. Molte sopravvissero grazie a persone i cui nomi non compaiono nei documenti ufficiali. Come riconosce la Convenzione UNESCO del 2003 sul patrimonio culturale immateriale, le tradizioni orali costituiscono una parte fondamentale della memoria dei popoli. Il Brasile non deve rinunciare a Halloween né alle tradizioni straniere. La conoscenza di altre culture arricchisce la nostra visione del mondo. Ma è importante non dimenticare che possediamo un patrimonio culturale altrettanto ricco e complesso.

Le nostre leggende potrebbero trovare maggiore spazio nelle scuole, nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nelle arti visive. Il Saci, il Curupira, la Iara e tanti altri personaggi non appartengono soltanto all’infanzia. Sono testimonianze della storia di un Paese costruito attraverso l’incontro, spesso violento, di popoli e culture differenti.
Conoscere le nostre leggende non significa soltanto preservare il passato, ma comprendere meglio chi siamo.
In questa settimana dedicata a Halloween e al Saci, l’ANITART invita a riscoprire le storie che abitano le foreste, i fiumi e la memoria del Brasile. Perché quando un popolo dimentica le proprie storie, rischia di perdere anche una parte della propria identità.
Nota sulle immagini: Le illustrazioni utilizzate per accompagnare questo articolo sono state generate con l’intelligenza artificiale a scopo artistico e illustrativo, ispirandosi ai personaggi e alle tradizioni del folclore brasiliano.

